Ormai è chiaro che a PD e PDL, da vent'anni, non interessa vincere ma sono interessati, esclusivamente, al pareggio. La vittoria di uno dei due schieramenti presuppone la sconfitta dell'altro. Una cosa assolutamente normale in qualsiasi democrazia dell'alternanza ma non in Italia dove la pagnotta va spartita tra tutti i partecipanti, vincenti o perdenti che siano. Ed allora ecco il porcellum da tutti maledetto e da nessuno corretto, cambiato, modificato, annullato, cancellato. Se ne parla da anni ma se non lo cambiano un motivo ci sarà no? Ed il motivo è che tutti possono dire di essere "diversamente vincenti" o "diversamente perdenti" riuscendo però a "piazzare" uomini ed interessi nei posti di comando che contano.
E' ovvio che se le leggi le fanno sempre i soliti noti (incapaci) saranno sempre cucite a misura sui loro privati e neanche tanto intimi interessi. E non ci sono pregiere che tengano e non ci sono invettive che scalfiggano il loro indegno disegno di potere che tende ad avvantaggiare pochi e ad eliminare dal gioco "nuovi" potenziali disturbatori con l'assoluto disinteresse per le vicende comuni di tutti noi. Ed allora, come ormai capita da troppi anni, eccoci puntualmente a parlare della priorità "legge elettorale" ad ogni maggioranza ballerina che salta finchè non si trova una soluzione di comodo che li faccia tirare a campare.
Chiudo con un appello all'Unione Europea: mandateci qualcuno che possa "imporci" una nuova legge elettorale che permetta a tutti noi di poter decidere i candidati e che ci permetta di eleggere un governo che, già all'indomani dallo scrutinio possa, immediatamente, iniziare a lavorare per i nostri interessi. Sarà poi nostra cura, passati cinque anni, decidere se premiare i risultati con una ri elezione o punire il lavoro svolto eleggendo "gli altri". @MangiolaAntonio

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