Dopo le lotte interne al PD delle ultime ventiquattro ore, il segretario (precario) del partito si presenta stamattina al Teatro Capranica e propone Romano prodi come candidato per il Quirinale. L'assemblea dei grandi elettori approva all'unanimità e rimanda la resa dei conti interna al post elezione del nuovo inquilino del Colle. All'uscita dalla riunione Franceschini cerca di minimizzare il clamoroso autogol del giorno precedente con la candidatura di Franco Marini dicendo che: "il PD ha provato, costituzione alla mano, di avanzare una proposta condivisa dai due terzi degli elettori e, verificato che non i sono i numeri, ha deciso di convergere su Prodi per riuscire ad esprimere il nuovo presidente con la maggioranza semplice". Identica la linea di Rosy Bindi (contestata duramente all'uscita del Capranica) che aggiunge le "scuse per quello che è successo nelle ultime ventiquattro ore soprattutto per Marini". Immediata la reazione del PDL con Cicchitto che afferma: "Che il PD è uno strano animale politico. Prima fa l'accordo con noi, poi non riesce a mantenere l'accordo stesso ed oggi convergono su Prodi che, essendo un ex politico fortemente in opposizione con il centro destra, non potrà essere un Presidente che rappresenti tutti". Il portavoce PDL continua con una chiusura anche in vista della formazione del governo "a questo punto non ci sono i presupposti per la formazione di un governo. Il PD con il 29% dei voti ha occupato Camera, Senato, Quirinale e vorrebbe pure Palazzo Chigi nonostante noi abbiamo ottenuto, praticamente, lo stesso numero di voti". Il terzo incomodo (M5S) continua a sostenere la candidatura di Rodotà sia alla terza che alla quarta votazione. L'impressione di chi scrive è che, alla quinta, Romano Prodi troverà la maggioranza semplice, grazie anche hai voti dei grillini che non dovrebbero trovare difficoltà a votare il candidato PD che già faceva parte della loro rosa di dieci nomi, e sarà eletto. L'ex presidente del Consiglio, l'unico capace di battere Berlusconi negli ultimi vent'anni, si trova in Mali e, avvertito della sua candidatura, ha programmato per domani il rientro in Italia, probabilmente in contemporanea con la quinta votazione.
In sintesi pare che i giochi siano fatti. Romano Prodi, entro domani, sarà il nuovo Presidente della Repubblica. Fatto questo si inizieranno a programmare le prossime elezioni politiche. Per fine Aprile è previsto il congresso PD che sancirà il cambio al vertice eliminando Bersani che ha perso tutto quello che c'era da perdere e non ha più la fiducia di nessuno (o quasi) all'interno del partito. Il PDL, visto fallire il tentativo Marini e quindi di larghe intese, già ieri è volato ad Udine per iniziare la campagna elettorale. Il M5S verificherà con Prodi la possibilità di un governo di scopo che ci porti alle elezioni velocemente, magari realizzando due/tre punti tra cui legge elettorale, ineleggibilità e rimborsi elettorali. Dopo cinquantadue giorni di stallo assoluto, aldilà del gradimento o meno della figura di Prodi, questo rappresenta un primo muoversi. Spero che il nulla a cui siamo stati costretti per quasi due mesi produca, quantomeno, l'eliminazione politica dell'impresentabile coppia Ber&Ber.
@MangiolaAntonio

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