Ci siamo! Oltre cinquanta giorni dopo le elezioni del nulla di fatto, stanno per iniziare le elezioni del Presidente della Repubblica ma le notizie che trapelano dai corridoi delle stanze del potere sono, purtroppo, poco rassicuranti.
Si grida all'inciucio. Ber&Ber hanno trovato la quadra per pararsi le spalle (uso un termine political correct) ed il nome condiviso tra le direzioni di PD e PDL è quello di Franco Marini neo ottantenne (ha compiuto gli anni il 9 Aprile). La scelta di Marini ha lasciato tutti noi perplessi. nei giorni scorsi il famelico Beppe Grillo aveva lasciato aperto lo spiraglio per un accordo chiedendo a Bersani di sostenere il proprio candidato. Il candidato indicato dal M5S, attraverso le ormai consuete consultazioni online, è Steano Rodotà (dopo la rinuncia della Gabanelli e di Strada) anch'egli ottantenne ma di diversa provenienza rispetto al Presidente indicato dagli inciucioni.
Ieri l'assemblea dei grandi elettori PD si è spaccata in due con i renziani ed i vendoliani assolutamente contrari alla candidatura di Marini al Colle. L'impressione dall'esterno è che, anche questa volta e nonostante i mille segnali inviati dagli elettori, si cerca il si salvi chi può. Da una parte Berlusconi e le sue mille beghe giudiziarie, dall'altra Bersani che vede calare i consensi minuto dopo minuto e sente forte il fiato sul collo di Renzi. Marini, direttamente e senza giri di parole, è stato attaccato e bocciato duramente da Renzi negli ultimi giorni e, di sicuro, se venisse eletto, non renderebbe più semplice la strada del sindaco di Firenze verso Palazzo Chigi. Dall'altra parte Berlusconi ha ottenuto quello che voleva: Bersani gli ha proposto una lista di nomi e lui ha scelto. Un ritorno al passato totale in cinquanta giorni in cui, ognuno di noi, sperava in una nuova alba per la nostra Italia. Se Marini sarà eletto Presidente della Repubblica non avranno vinto Berlusconi e Bersani, non avranno perso Grillo e Renzi, saremo tutti noi a perdere. @MangiolaAntonio

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