La tornata di amministrative si è conclusa con lo spoglio relativo ai ballottaggi ed ha espresso, oltre al record negativo di affluenza, la schiacciante vittoria del PD nei confronti di PDL e M5S. Aldilà delle consuete dichiarazioni a caldo dei protagonisti della contesa, protesi a proiettare il risultato locale a livello nazionale, una cosa è certa: la sinistra ha una classe dirigente nelle varie città da nord a sud con un alto gradimento e che funziona. La destra e Grillo no.
Questo significa e dimostra, ancora una volta, e se mai ce ne fosse la necessità, che gli uomini che trascinano ci sono, ci sarebbero, ma sono relegati in campionati minori anche se importanti. E' un pò quello che succede nello sport e principalmente nel calcio della nostra Italia: i giovani talenti vengono relegati a ruoli di comprimari a vantaggio dei soliti noti ed a svantaggio di tutti noi.
Visto quello che è successo alle recenti elezioni politiche e considerato il risultato delle stesse, sia a livello di consenso, sia per l'innaturale maggioranza al governo, le amministrative dimostrano che sul fronte PD regna l'incapacità di costruire una formazione capace di vincere guidata da un allenatore in grado di far gruppo e non gruppetti, il PDL ed il M5S, tolti i leader padri/padroni del partito o del movimento, non hanno altri top player nè tantomeno buoni giocatori.
Con questa amara considerazione, con il disinteresse generale dimostrato dalla non affluenza al voto, con i mille problemi che si trascinano da anni comuni, province, regioni e governo centrale, con una crisi finanziaria in costante peggioramento, senza una prospettiva reale di ripresa del paese, con l'incapacità abbondantemente dimostrata dalla nostra classe politica nel gestire e superare probabilmente il peggior periodo storico dal dopo guerra, la domanda è: sedici a zero o zero per sedici? @MangiolaAntonio

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