lunedì 8 luglio 2013

IL BARATTO, L'INVASORE O LA PIAZZA

Mentre a Roma ci sono nubrifagi tipicamente tropicali (ne è revisto un altro oggi pomeriggio e sarebbe il terzo in tre giorni), mentre un Papa rivoluzionario è appena atterrato a Lampedusa per un impegno privato da uomo tra gli uomini, mentre il calcio mercato impazza nei giornali e nelle TV, mentre i ministri sono riluttanti rispetto alla pubblicazione on line dei propri redditi, mentre si discute di IMU, IVA, e paghette dei politici, inizia questa settimana di Luglio con tanta, molta confusione, zero certezze e tante preoccupazioni.
 
Sono creciuto con le partenze intelligenti, quelle che ti svegliano che sembra che ti sei appena addormentato e, in pochi  minuti, ti trovi ammucchiato con tuo fratello in macchina cercando di riprendere sonno tra il nervosismo di tuo padre, già stanco per aver dovuto caricare tutto in macchina, e le preoccupazioni di tua madre rispetto alla velocità di crociera da tenere in un'autostrada che, piena com'è, detta da sola l'andatura (lenta) da tenere obbligatoriamente considerando il numero di intelligenti che si trovano contemporaneamente con te per strada. Erano i tempi delle vacanze. Le vacanze lunghe al mare e/o in montagna, in giro per l'Italia, in campeggio o affittando una casa. Le vacanze fai da te, quelle senza agenzia di viaggio e senza nessuno che ti dicesse "Ahi, ahi ahi". Erano gli anni a cavallo tra gli '80 ed i '90 quelli del benessere apparente, quelli del "intanto scialiamo poi chi paga pagherà". Gli anni della spensieratezza e dell'incosapevolezza. Quelli che la vacanza era sacra. Gli anni in cui, se tornavi nella "stessa spiaggia stesso  mare" dell'anno precedente trovavi gli amici conosciuti dodici mesi prima e con i quali avevi continuato a scriverti per tutto l'inverno. Erano periodi in cui il lavoro lo trovavi o lo creavi, anni in cui il benessere era lampante, quelli in cui tutti i top player mondiali venivano a giocare in Italia perchè il nostro campionato di serie A era il più ricco ed il più bello del mondo.
 
Per favore liberateci. Please help us. I lettori di questo blog (statistiche alla mano) a parte gli italiani, sono americani, tedeschi, ucraini, brasiliani. Ed a tutti voi mi rivolgo: salvateci, invadeteci, conquistateci. Siamo in ostaggio di una massa di incapaci che, interessati solo a loro ed a quelli a loro vicini, hanno cancellato le partenze, sia quelle intelligenti che quelle stupide. Le stazioni, gli aereoporti, le autostrade sono vuote. I campeggi hanno quanti posti volete, e le case al mare sono sfitte. Ogni due minuti chiudono 3 aziende, si fa fatica a comprare qualsiasi cosa, anche il cibo. Non siamo capaci di reagire a questo stato di stallo. Noi italiani siamo abituati a cavarcela da soli. Abbiamo una sorta di capacità di fregare chi ci vuole fregare ma, stavolta, chi ci vuole fregare è davvero bravo. Ci ci vuole fregare ha tolto di mezzo tutti i soldi e tutte le possibilità di spesa. Anche i ladri soffrono la crisi in questo periodo. Non mi meraviglierei di vedere una manifestazione indetta dalla banda bassotti per lamentarsi che nelle case non si trova più niente: tutto pignorato. Lamentarsi che nelle borsette delle signore scippate si trovano solo mazzette di santini e non di euro. I soldi li trattengono direttamente le banche per i tanti debiti accumulati per comprare il nuovo IPhone, il nuovo TV da 189 pollici, la vacanza di due anni fa, la macchina, lo scooter, l'università del nipote, il mutuo del figlio, la retta della mensa dei nipotini. Non ci sono più soldi! Gli unici ad averli sono i politici ed i compari loro, gli alti prelati della chiesa ed i compari loro. Ma il debito non lo abbiamo creato noi. Lo hanno creato loro con tutti gli sprechi, le mazzette, la corruzione, le scelte errate, gli stipendi d'oro, la cattiva gestione della cosa pubblica. Amici miei, senza soldi o si torna al baratto, o una mattina salutando la nostra bella potremo dire "ho trovato l'invasor", o si scende in piazza l'unico posto dove, in questo strano Luglio, si possa registrare un esodo di massa da bollino nero. @MangiolaAntonio
 
 


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