mercoledì 24 aprile 2013

AD ENRICO LETTA L'INCARICO DI SCIOGLIERE LA RISERVA PER LA FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO

La nottata è passata. Re Giorgio lascia il Quirinale per recarsi a rendere omaggio alla salma di Antonio Maccanico venuto a mancare ieri, all'età di 88 anni, in una clinica romana, per poi rientrare al Colle ed incontrare, in tarda mattinata, la stampa e fare quel nome che i nostri politici, in sessanta giorni, non sono stati capaci di trovare. Tra i corridoi, dopo l'auto esclusione di matteo Renzi, che tra l'altro aveva ricevuto lo stop di Berlusconi, i sussurri parlavano di un testa a testa tra il trapassato remoto Giuliano Amato e Enrico Letta che, visti i risultati degli ultimi "nominati" sponda PD, puzzava già di bruciato. Napolitano decide (fortunatamente) di fare una sintesi tra la richiesta di gioventù e la necessità di esperienza e assegna l'incarico al vice segretario PD che lo accetta con riserva come consuetudine vuole.
 
Napolitano alla stampa dice che "le larghe convergenze sono l'unica soluzione possibile per avere la maggioranza in entrambe le camere" e che "Letta è un giovane che ha già accumulato parecchia esperienza". Enrico Letta, dopo aver fatto un appello a tutte le forze politiche per le riforme, ha affermato che "la priorità sarà dare una risposta all'emergenza giovani ed alle imprese che chiudono" e che sarà necessario che la politica faccia un salto di qualità perchè "ha perso la sua credibilità come dimostrato dai fatti degli ultimi mesi e dal risultato politico delle ultime elezioni". Dopo essersi detto confortato della decisione presa dalla direzione politica di ieri del suo partito ha aggiunto che sarà necessario inserire tra le altre priorità "la riduzione del numero di parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto e le politiche europee che non possono andare solo nella direzione del rigore". Il neo presidente del consiglio (con riserva), dopo aver incontrato i presidenti di Camera e Senato, domattina, inizierà le consultazioni con tutte le forze politiche per poter ritornare prima possibile (si spera già domani sera) al Quirinale per sciogliere le riserve e far partire immediatamente il toto ministri.
 
Le reazioni delle altre forze politiche non si sono fatte attendere. Il PDL, per voce del segretario Angelino Alfano, dichiara che il suo partito sosterrà un governo stabile e di larga rappresentanza, non certamente un governo balneare. Ovvia la soddisfazione del PD che tramite il segretario Bersani esprime piena soddisfazione anche se la Bindi ed altri rappresentanti del partito avrebbero preferito poter utilizzare Letta internamente in questo periodo difficile per il partito in vista del congresso di Giugno. La Lega, dopo essersi posta all'opposizione alla fine delle consultazioni di ieri con Napolitano, ha un'apertura dichiarando attraverso Maroni che "ascolteranno quello che Letta ha da proporre". Continua a dichiararsi all'opposizione SEL che resta contraria ad un governo di larghe intese che veda, nella stessa maggioranza PD e PDL. Ovviamente all'opposizione il M5S di Beppe Grillo che oggi dichiara "si spartiscono le poltrone come nella prima repubblica" continuando ad affermare che in autunno l'Italia sia destinata al fallimento.
 
Per chi, come me, non è schierato politicamente ma vive le vicende con pragmatica attenzione la speranza e che si possa finalmente fare qualcosa ricordando a tutti che, nonostante nei due mesi successivi alle elezioni, non si sia fatto nulla di nulla i nostri rappresentanti politici stanno, regolarmente, intascando il loro (altissimo) compenso. @MangiolaAntonio
 
 


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