martedì 23 aprile 2013

LE CAZZIATE DI NONNO GIORGIO

Quando un nonno si arrabbia ed arriva a rimproverare i nipotini davanti a tutti vuol dire che la si è combinata davvero grossa. I nonni, normalmente, sono accondiscendenti, le fanno passare tutte. Con i nonni si possono fare i capricci senza rischiare una punizione. Ieri, nonno Giorgio, convocati tutti i nipotini, ha fatto la sua severa reprimenda senza se e senza ma (come avrebbe detto Pier Luigi "Buon Anima" Bersani). La cosa che è saltata agli occhi a tutti noi, seguendo la diretta, sono stati gli applausi continui e scoscianti dei (nipotini) parlamentari. Più li cazziava, più applauidivano... Secondo voi hanno capito che le cazziate erano per loro?
 
Oggi si festeggia San Giorgio e, il più importante Giorgio d'Italia, si trova a ricevere (di nuovo) le delegazioni di politici per nuove consultazioni per cercare (finalmente) di formare un governo di qual si voglia matrice entro il fine settimana. Di fatto, se mai nascerà un governo, sarà un governo del presidente che, costatata la totale incapacità dei nostri rappresentanti politici di trovare una qualsiasi forma di collaborazione, prenderà in mano le redini del paese e troverà (speriamo) una sintesi qualsiasi per dare il via alla vita parlamentare. Ormai è fondamentale che, a due mesi dal voto, si inizi a fare qualcosa per questo paese.
 
La mia speranza è che sul tavolo si metta immediatamente la questione legge elettorale che, credetemi, in questo momento è la cosa più urgente da fare. Perchè, benchè ci sia una crisi economica gravissima, benchè non si trovi un posto di lavoro, benchè le aziende muoiano, è necessario che si porti a casa una legge semplice e precisa che dia la possibilità, già il giorno dopo le elezioni, al vincitore di governare senza se e senza ma (ancora come direbbe Pier Luigi "Buon Anima" Bersani). D'altra parte, la ri elezione di Nonno Giorgio a mano PD-PDL-Monti, esclude in partenza che si metta mano sia all'incandidabilità di Berlusconi e simili che al rimborso elettorale. Ma a queste faccende potrà lavorare il prossimo governo a patto che, tramite la legge elettorale, venga messo nelle condizioni di poterlo fare, di avere i numeri parlamentari per poter legiferare senza veti, lotte interne e diaspore personali. Non importa chi governa, non importa quanto durerà questo governo, non importa chi vincerà le prossime elezioni. L'importante è che, chiunque sia, abbia la possibilità di fare quello che reputa necessario realizzare. Con la nuova legge elettorale (speriamo) saremo noi a giudicare il suo/loro lavoro e daremo in nostro consenso al suo operato confermando la sua elezione o daremo il nostro dissenso bocciando il suo operato come dovrebbe accadere in ogni normale democreazia. @MangiolaAntonio
 
 


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