E' paralisi totale. I partiti storici, dopo il tentativo (inutile) di Bersani nel cercare una maggioranza a sponda M5S, si sono, di fatto, concentrati su un'importante scadenza istituzionale (l'elezione del presidente della Repubblica) ed hanno messo da parte quelli che sono i problemi attuali di una nazione (quasi) alla canna del gas. All'uscita del tanto atteso e depistato incontro di ieri tra Ber&Ber è stato chiaro, anzi chiarissimo che, PD e PDL, da qui all'elezione del prossimo inquilino del Quirinale, non hanno interesse alcuno ad occuparsi di altro. La partita è di quelle che contano, altro che Juventus contro Bayern Monaco di questa sera. Il match che si gioca nelle stanze del potere porterà, con larghe intese o con un gioco di forza del PD con sponda Monti dopo il terzo scrutinio, all'elezione del sostituto di Napolitano. E' corretto chiarire che la poltrona del Colle, a differenza di quella di Montecitorio sempre in bilico ed a rischio caduta, garantisce sette anni sette di potere. Ed allora dei politicanti, preoccupati del loro futuro e della loro poltrona, hanno iniziato le prime chiacchierate per segnare il territorio. Fortunatamente questo "gioco" è destinato a durare poche settimane e, speriamo che, subito dopo, grazie anche al nuovo Presidente, si possa tornare a parlare di quella che è la vera emergenza a quasi 60 giorni dalla chiamata al voto di fine Febbraio.
I dati che leggiamo sui giornali e che ci sentiamo regolarmente ricordare da telegiornali, talk show ed organi di stampa in generale, sono drammatici. Ogni giorno in Italia ci sono oltre 600 poveri in più, le ditte, i negozi chiudono con una frequenza impressionante, le famiglie non sanno più che tagliare dal sempre più misero budget a disposizione, la ricerca di personale è nulla, un intero popolo è nel panico, non vede una soluzione, una via d'uscita che, a questo punto, è urgente, urgentissima. Ma non si fa nulla, è paralisi. Ieri i grillini, prima di abbandonare l'aula per "evitare uno spreco di energia elettrica e permettere al personale della Camera di tornare a casa", hanno occupato il Parlamento per protestare contro la decisione (degli altri) di non voler far partire, costituendole, le commissioni. L'impressione però, girando per le strade ed ascoltando le chiacchiere da bar, è che il Movimento stia perdendo consensi piuttosto che aumentarli come una ventina di giorni fa si supponeva. La gente, al mercato, non capisce perchè, in un periodo storico così duro e difficile per tutti o quasi (aumentano solo le spese per i beni di lusso) Grillo e i suoi abbiano alzato un muro così invalicabile, non capiscono più questo mettersi di traverso a tutto ed a tutti. E' chiaro, e lo è sempre stato, il rifiuto assoluto del M5S nei confronti della "vecchia" politica, degli inciuci e del dare appoggio alla nascita di un governo di qualsiasi colore sia. Ma, secondo me, il punto non è questo. Siamo (quasi) tutti daccordo che non si può più dare fiducia a chi ci ha portato (o comunque ha contribuito) a portarci in questa situazione. Siamo daccordo che la nascita di un governo con appoggio cinque stelle sarebbe la pietra tombale su un movimento che ha fondato la sua crescita esponenziale sul dissenso, ma perchè rifiutare a prescindere il dialogo? Non si sarebbe potuto arrivare ad un governo di obiettivo, di breve durata? Legge elettorale, conflitto di interessi, ineleggibilità ed un decreto crescita non sarebbero stati un salto di qualità per una delle tre forze parlamentari? Il programma ed i comizi di Grillo sono molto interessanti e riscuotono successo ma, finchè resteranno dei programmi e punti scritti su un blog, sono solo parole ed a noi adesso servono i fatti. @MangiolaAntonio

Nessun commento:
Posta un commento