Margaret Thatcher è come la Juventus: o la ami o la odi. In realtà la vecchia signora italiana ha una percentuale molto più elevata di fans rispetto all'ex vecchia signora britannica. La Lady di ferro nasce a Grantham il 13 Ottobre 1925, figlia di un droghiere, abita nella casa sopra la bottega senza acqua calda, senza luce e senza bagno. Si laurea in chimica ad Oxford. Nel 1975 arrivò a capo del suo partito (i Tory) e diventò primo ministro del Regno Unito nel 1979 restando in carica fino al 1990. Fu la prima, ed attualmente l'ultima, donna ad occupare la poltrona di primo ministro e, pur non essendo una femminista, dichiarò: "Se vuoi che qualcosa venga detto chiedilo a un uomo ma se vuoi che venga fatta chiedilo a una donna". Di fatto quando la Thatcher salì al potere io avevo appena otto anni e, sinceramente, non ricordo quel giorno. Ho imparato a conoscerla prima di tutto per le mie passioni musicali e riconoscerla per quel volto severo e tanto, molto british che, crescendo, vedevo in TV durante i telegiornali. Nel 1979, quando fu eletta, dichiarò: "La mia non è una politica del consenso. E' una politica del convincimento". A lei vengono attribuiti i meriti di aver rivoltato il Regno Unito, cambiato il suo partito (i conservatori) aristocratici, ricchi e sessisti e di conseguenza anche il partito avversario (i laburisti) ancora ancorati sulla cultura marxista. La sua "cura" per rimettere in sesto la nazione fu severa, spietata, chirurgica. Le venne chiesto di ricostruire l'economia britannica sepolta da un'inflazione al 22% e lei la riportò sotto al 4% anche se al costo di 3 milioni di disoccupati. Le venne chiesto di limitare lo strapotere del sindacato che costava alle casse dello stato 30 milioni di ore di lavoro perse per sciopero solo nel 1979, lo fece, poratndo le ore perse a 1,9 milioni nel 1986 e massacrando i minatori. Rivolse elogi a Pinochet, attaccò le Falkland, ignorò l'invito del Papa a mostrare clemenza nei confronti dei leader dell'Ira in sciopero della fame all'interno del carcere, si oppose alle sanzioni nei confronti del Sud Africa per l'apartheid. Una Lady di ferro appunto (termine coniato dal quotidiano dell'Armata Rossa). Ma torniamo alla musica. C'è chi sostiene che, forse, senza di lei il punk britannico non sarebbe mai cresciuto e non avrebbe mai avuto tutto il successo che conosciamo. Ed appunto è proprio da li che parte la mia conoscenza della Lady. Sono cresciuto a pane e Sex Pistols, Clash e Smiths. Canzoni come God Save The Queen (Sex Pistols), London Calling (Clash) portarono la mia fervida curiosità di capire prima a tradurre e poi ad interpretare quelle rime strillate contro un potere distante dall'animo e dalle essenziali necessità del ceto povero. Ma fu Morrisey leader degli Smiths a presentarmi per primo e direttamente le antipatie (uso un eufemismo) nei confronti di Margaret Thatcher con la canzone Margaret On The Guillotine con la quale, senza tanti giri di parole, avrebbe voluto vederla con i piedi a penzoloni. Addirittura anche i Pink Floyd con The Final Cut muovono pesantissime critiche al thatcherismo e, soprattutto alla guerra nelle Falkland. Il brano di apertura del lavoro The Post War Dream è una critica alla decisione di attaccare le isole argentine nonostante da più parti arrivassero messaggi con posizioni nettamente contrastanti. Capite bene che per chi come me ha ancora nella casa paterna l'adesivo Stop Apartheid, per chi come me era contro ogni guerra, per chi come me non tollerava le repressioni di regimi totalitari (Pinochet), per chi come me esultò al gol di mano di Maradona a vendicare (parzialmente) le morti alle isole Falkland questi input musicali furono decisivi per decidere se schierarmi con o contro la Thathcher. Nonostante siano passati 33 anni dalla salita al potere della Lady di ferro e nonostante le sue politiche siano andate avanti mentre i testi delle canzoni siano rimasti delle ideologie, voglio chiudere questo mio post, che vuole essere soltanto una cronoca per una morte come tante altre meno pubblicizzate, pubblicando quello che Morrisey ha scritto ieri contro Lady Thatcher e che ho tratto da Rolling Stone. @MangiolaAntonio
Di ferro? No. Barbara? Sì. Odiava le femministe anche se fu ampiamente per merito del progredire del movimento che il popolo inglese accettò una donna come primo ministro. Ma a causa della Thatcher non ci sarà mai un’altra donna al potere nella politica britannica. Invece di aprire una porta per le donne, l’ha chiusa del tutto.
Thatcher sarà ricordata con affetto solo da gente sentimentale che non ha sofferto sotto il suo governo, ma la maggioranza della classe lavoratrice inglese l’ha già dimenticata, e il popolo argentino festeggerà la sua morte. A dirla tutta, Thatcher è stata spaventosa e senza un briciolo di umanità".
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